Day 98th: balancing
gennaio 10, 10 da VittoealloggioMi è stato insegnato che, biologicamente, la vita è un continuo disequilibrio tra vari fattori e che quando questi stessi fattori raggiungono l’equilibrio la vita finisce. Potrei dire lo stesso in un senso più generale, probabilmente.
La mia vita, in questo stesso istante, ha vari punti di disequilibrio e riesco molto chiaramente a distinguerli e nominarli tutti quanti. Non è esattamente una situazione di comfort il vivere come i trapezisti sulla fune, specialmente quando sotto non c’è una rete pronta ad acchiappare al volo prima che ci si possa far male rovinando a terra. Però, nonostante tutto, forse si riesce a sentire più chiaramente l’importanza della propria vita, proprio per la paura di farsi male.
Ed allora potrei sentire chiaramente, e lo sento, come il tempo non vada sprecato. E sento chiaramente quanto sia importante dire ed importante fare, che a volte c’è solo un laghetto di distanza e non il mare. Sento anche quanto sia importante non spargere i pezzettini della propria anima sul marciapiede, come cibo per piccioni calpestato da tutti, ma invece metterlo in buone mani, di quelle persone che sanno prendersene cura. Sento anche come sia bello l’inaspettato e la sorpresa ma anche quanto possano essere cose nocive quando arrivano in un momento in cui non si è forse pronti per accettarle.
Ho sempre pensato che le difficoltà fossero un modo per farmi capire che le cose me le sarei dovute sudare moltissimo ma anche che, nonostante tutto, alla fine ne sarei uscito soddisfatto e più completo. Delle cose troppo facili, invece, non mi sono mai fidato molto, non ci riesco tutt’ora, mi sembrerebbe di essere servito e questo non è esattamente il mio stile di vita. Per carità, chi ha la vita facile facile, senza pensieri, che se la goda ed arrivi prima di me, anche! Ma se le difficoltà mi insegnano qualcosa, anche minima, allora ben vengano.
Il fatto è anche questo: che di manuali di istruzioni per vivere non ce ne stanno da nessuna parte ma io sto scrivendo il mio, da sempre. A molti questo mio manuale non può essere utile, ma a me si. Si, perché mi ricorda come superare certe difficoltà, certi periodacci, certe scocciature…è anche vero, però, che a volte, pur avendolo, non lo seguo. O magari preferisco sperimentare ancora, di nuovo, provare se quel che pensavo di aver capito ha davvero delle basi.
Sono inquieto, sto andando via di nuovo. Qui lascio molto, tantissimo. E questo tantissimo può essere riassunto nell’unica cosa che mi mancherà, di nuovo: gli affetti.
I pensieri sono tanti e scorrono, scorrono, intercalati da alcune paure, da certe tristi consapevolezze, da alcune ombre.
Si, delle ombre intorno a me. Ma se forse spengo la luce le ombre smettono di esistere.
Ho anche sonno, perciò buonanotte, a presto.









