49th DAY: punteggiatura
novembre 18, 09 da VittoealloggioMi sono reso conto, non da molto, che io ho bisogno delle virgole. Ho bisogno di virgole, punti, apostrofi e accenti. Altrimenti fatico a comprendere. E, dico, anche se io metto i punti, perché quando è necessario io i punti li metto, continuo ad avere bisogno dei punti da parte degli altri. Punti, virgole e tutta quella roba li che ho elencato.
Voglio dire, probabilmente non si chiude mai definitivamente con qualcosa o soprattutto con qualcuno, però è bene, è giusto, che ogni cosa sia scandita da un certo ritmo, altrimenti perdi il fiato. Provate voi a leggere tutto d’un fiato, a voce alta, anche solo due pagine de L’Ulisse di Joyce. Vi stancate, vi perdete, il vostro cervello vi urla di dargli un pò d’ossigeno. E così fa prender aria ai polmoni, costringendovi a prendere una pausa da quella faticosa e continua lettura in apnea. Bene, come le pagine di un libro hanno bisogno di una punteggiatura ( si, lo so, quel libro non ne ha bisogno, con la punteggiatura sarebbe forse più difficoltoso da comprendere ) anche i rapporti hanno bisogno della loro.
Ma quando si mette un punto, un adimensionale e piccolo punto, ecco, quello ha un significato. Vuol dire, riprendi fiato prima di continuare a leggere, o a vivere. E di punti e virgole ne metto sempre tante, io, come si nota. Ma nei rapporti, perché ci si capisca, è necessario che la punteggiatura sia messa in due, in sincrono, senza sbagliare.
Si, sono discorsi deliranti delle prime ore del mattino, ma per me significano qualcosa.
Cambio argomento.
Penso che sia un bene che io mi trovi qui. Capisco perfettamente che è un sacrificio, bello grosso, da parte della mia famiglia. Da parte mia pure, per carità, ma da parte della mia famiglia molto di più. Ma è un sacrificio necessario, purtroppo, e sono loro grato per ciò che fanno per me, senza rinfacciarmi nulla. Spero di non deluderli, mi sto impegnando molto per non farlo!
Dicevo, penso che sia un bene che io mi trovi qui. Si, perché nonostante abbia le spalle coperte, sto imparando a fare la mia parte, molto più di quanto non avessi mai fatto… E sono contento, perché incontro ogni giorno gente che mi piace, con cui mi trovo bene, ed è una grossa fortuna, davvero. Ho intorno gente particolare, speciale, con la quale si va instaurando un rapporto che ha il sentore di non doversi mai esaurire nel tempo. Ecco, dove non metti mai un Punto, ma vari punti, utili soltanto a scandire il tempo dei rapporti ma non i rapporti stessi, punti che sai non essere definitivi perché vedi con la coda dell’occhio che oltre quel punto la narrazione continua ancora. Così è lo stesso per le persone che ho dovuto, a malincuore ma rincuorato dal loro affetto, lasciare momentaneamente in terra natia. Non per tutti vale lo stesso discorso, naturalmente, ma è logico e naturale che sia così. Ma di certo non dimentico nessuno, mai. A volte faccio finta, ma così non è, mai.
Sono passati 49 giorni dall’inizio di tutto e quasi due mesi dalla mia partenza, e le cose sono molto cambiate per me, e capirò meglio quanto sono cambiate non appena tornerò. Non so, pur trovandomi molto bene qui, davvero molto, non vedo l’ora di tornare, di riabbracciare tutti, di rivederli, e di capire anche quanto io sia cambiato. Una sorta di “prova del nove”, parrebbe, e forse lo sarà… Mi aspetto di trovare tutto diverso, perché mi aspetto che i miei occhi siano nuovi, la mia mente diversa e così le mie parole, il che non significa necessariamente che mi aspetto che gli altri notino una cadenza sarda perché NON E’ COSI’…!
Va bene, la smetto con i miei pensieri, o vaneggiamenti che dir si voglia.
Vado a dormire, domani mi aspetta un’altra lunga e pesante giornata.
Buonanotte!










